Come registrare voci migliori a casa
Catturare l’energia e l’emozione di un’interpretazione vocale è una delle parti più entusiasmanti della produzione musicale, ma non è necessario registrare in uno studio professionale per ottenere il meglio dalla propria voce. Puoi catturare un’ottima interpretazione ovunque: in camera da letto, in garage, in soggiorno, dove vuoi!
In questo articolo ti illustreremo cinque accorgimenti per registrare voci migliori a casa.
Il miglior microfono per registrare le voci a casa
Non servono più un enorme mixer e una stanza piena di costose apparecchiature outboard per ottenere un ottimo suono vocale. La cosa principale di cui hai bisogno è un buon microfono.
La NT1 Signature Series è uno strumento estremamente versatile che ogni home studio dovrebbe avere nel proprio arsenale. È un microfono a condensatore a diaframma largo, eccellente in un’enorme varietà di applicazioni di registrazione, soprattutto per le voci. È conveniente e include anche un supporto antivibrazione e un filtro antipop, per aiutarti a mantenere le tue registrazioni pulite e professionali.
I microfoni a condensatore sono più sensibili, il che li rende ideali per catturare le sfumature di un’esecuzione, mentre i diaframmi più grandi sono più capaci di catturare le frequenze basse, contribuendo a fornire un migliore equilibrio generale per la voce che stai registrando.
Scelto il tuo microfono, l’unica altra cosa di cui avrai bisogno è una semplice interfaccia audio, come la AI-1, e un computer con una Digital Audio Workstation (DAW) in cui registrare ed eseguire alcune elaborazioni di base.
Il microfono a condensatore da studio NT1 Signature Series offre acuti brillanti, medi estremamente dettagliati e bassi ricchi e caldi, ideali per catturare performance vocali potenti.
Allestire uno spazio per la registrazione in casa
Ovviamente, quando si registra a casa, non è sempre possibile scegliere la forma della stanza o i materiali che compongono pareti e pavimento, ma ci sono comunque alcuni accorgimenti che si possono adottare per ridurre al minimo i rumori e le riflessioni indesiderati.
Innanzitutto, cerca di scegliere una stanza con il minor riverbero possibile. Puoi verificarlo semplicemente battendo le mani o cantando nello spazio e ascoltando il suono che rimbalza sulle superfici piane e dure.
Una volta scelta la stanza, puoi ridurre ulteriormente le riflessioni trattando l’ambiente. Utilizza sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto qualsiasi materiale morbido e denso a tua disposizione: sebbene i pannelli acustici siano ovviamente l’opzione migliore, tappeti, coperte, tende e persino semplici mobili imbottiti nella stanza possono fare una grande differenza.
Devi inoltre prestare attenzione ai rumori esterni: è molto comune smettere di notare suoni come il traffico e l’aria condizionata una volta che ci si è abituati, ma li sentirai sicuramente quando verranno captati e registrati dal tuo microfono.
Se possibile, cerca di scegliere uno spazio il più lontano possibile sia dai rumori esterni sia da quelli interni e registra quando sei solo in casa, oppure informa gli altri che hai bisogno di silenzio durante la registrazione. Chiudi quante più finestre e porte possibile e spegni qualsiasi apparecchio non necessario: tutto ciò che puoi fare per ottenere la registrazione più pulita possibile.
La NT1 Signature Series eccelle in quasi ogni applicazione di registrazione: dalle voci al pianoforte e alla chitarra acustica, fino a batteria, percussioni e chitarra elettrica.
Tecnica microfonica
Una volta scelti il microfono e l’ambiente in cui registrare, è il momento di pensare alla tecnica microfonica. La maggior parte dei microfoni a condensatore a diaframma largo, come la NT1 Signature Series, è a indirizzamento laterale: ciò significa che la capsula (la membrana che capta la voce) è rivolta lateralmente.
Questi tipi di microfono hanno generalmente una caratteristica polare cardioide, il che significa che captano il segnale più nitido davanti alla capsula, anziché dietro di essa. I microfoni della serie NT1 presentano un punto dorato che indica la parte anteriore del microfono: assicurati che sia rivolto verso di te quando canti!
Come abbiamo già detto, i microfoni a condensatore a diaframma largo sono molto sensibili, quindi per ottenere il suono migliore è consigliabile posizionare il microfono a una distanza compresa tra 15 e 30 cm dalla bocca. A una distanza maggiore verrà captato più ambiente, facendo sembrare la voce distante e rendendo inoltre più difficile l’elaborazione successiva.
Se posizioni il microfono a meno di 15 cm dalla bocca, inizierai a notare il cosiddetto effetto di prossimità: più ti avvicini, più aumentano le basse frequenze nel suono. Puoi sfruttarlo per modellare il timbro della voce, ma l’aumento della risposta alle basse frequenze può accrescere il rischio di occlusive, quindi sperimenta per trovare la soluzione più adatta a te.
Un accorgimento per evitare le occlusive consiste nel cantare leggermente di lato rispetto al microfono. In questo modo, l’eccesso d’aria prodotto da alcune parole viene diretto lateralmente, anziché direttamente verso la capsula.
I microfoni a condensatore a diaframma largo sono generalmente a indirizzamento laterale: il punto dorato indica solitamente la direzione dalla quale i RØDE microfoni captano l’audio.
Elaborazione di base
Una volta registrate le voci nella tua DAW, puoi utilizzare alcuni strumenti di elaborazione di base per ottenere un suono ancora più professionale. Vediamo come utilizzare equalizzazione (EQ), compressione e de-essing.
EQ aiuta a modellare il timbro delle voci, consentendo di aumentare o attenuare determinate frequenze. In generale, la voce umana non contiene frequenze molto basse, quindi può essere utile attenuarle con un EQ per ridurre l’effetto impastato. Con ogni probabilità, il contenuto nelle basse frequenze di una registrazione vocale è costituito da rimbombi, consonanti occlusive o rumore di fondo.
Per dare maggiore chiarezza alla tua traccia vocale e aiutarla a risaltare maggiormente nel mix, puoi aumentare determinate frequenze medie. Se noti che alcune frequenze medie sono già piuttosto alte, fai attenzione a non aumentarle mentre alzi le altre frequenze circostanti. Aumentare le frequenze acute con un filtro shelving sulle alte è un ottimo trucco per dare alla tua performance un po’ più di “aria” e brillantezza.
La compressione aiuta a mantenere livelli vocali uniformi riducendo automaticamente i segnali più forti e aumentando quelli più deboli in una registrazione. Nel complesso, questo conferisce alle voci un suono più omogeneo e professionale, che si integrerà meglio nel mix. Per iniziare, regola la soglia del compressore finché non inizi a vedere una “riduzione del guadagno”: è così che capisci che il compressore sta funzionando.
Un “de-esser”, come suggerisce il nome, è progettato per ridurre i suoni sibilanti aspri, come “s” e “sh”, che a volte possono risultare piuttosto pronunciati nelle registrazioni vocali. Lo fa utilizzando una combinazione intelligente di EQ e compressione, ma la maggior parte degli effetti de-esser è piuttosto semplice da utilizzare.
Questi passaggi di elaborazione di base sono il fondamento di una traccia vocale pulita e dal suono professionale. Non servono moltissimi plug-in costosi per ottenere un buon suono: i plug-in inclusi di serie nella tua DAW faranno egregiamente il loro lavoro.
Utilizzare una DAW per applicare un’elaborazione di base e effetti creativi alla propria performance vocale può avere un impatto enorme sulla qualità del suono.
Effetti creativi
Dopo aver applicato alcuni interventi di base per ripulire le voci, l’aggiunta di effetti discreti può portarle a un livello superiore. Vedremo alcuni degli effetti più utilizzati sulle voci: riverbero, delay e raddoppio della traccia.
Il riverbero aggiunge spazio e profondità alle voci, creando un’atmosfera che può far sembrare che il cantante si trovi in una stanza piccola, in una grande sala o in un infinito vuoto cosmico. Sebbene sia allettante esagerare con il riverbero, se usato con moderazione può far risaltare maggiormente le voci nel mix.
Il delay è un effetto che aggiunge un “eco” o una ripetizione delle voci a intervalli prestabiliti (in genere sincronizzati con il tempo del brano), per riempire gli spazi tra una frase e l’altra e aggiungere ricchezza e consistenza al suono vocale complessivo. Come per il riverbero, è allettante esagerare con il delay, ma una quantità ridotta con poche ripetizioni può dare molto carattere alle voci senza sacrificarne incisività e nitidezza.
Il raddoppio della traccia è un effetto che può conferire alle voci un suono più pieno, ampio e dinamico sfruttando il campo stereo. Un modo per ottenere questo effetto consiste nel registrare più take della propria interpretazione vocale e sovrapporle nella DAW, spostando il pan di ciascuna take maggiormente a sinistra o a destra. Si crea così un effetto chorus che può aggiungere ricchezza e profondità al mix vocale, particolarmente efficace negli arrangiamenti delle seconde voci.
Naturalmente, tutti questi effetti dipendono dal gusto personale e variano molto in base allo stile e al genere della musica che si sta producendo; sentiti quindi libero di sperimentare per trovare il giusto equilibrio, in grado di valorizzare l’interpretazione vocale senza esagerare.
Ecco fatto! Con l’attrezzatura, l’ambiente di registrazione e la tecnica giusti, oltre a un po’ di elaborazione ed effetti di base, puoi registrare voci di qualità da studio a casa.
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